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Episodio 9 – Social media tra regolamentazione e censura

admin 20 December 2020 929 53 1


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Episodio numero Nove dove in una puntata impegnativa parliamo di tecnologia e comunicazione in relazione alla libertà d’ espressione.

Questa è una continuazione dell’ Episodio 4 dove abbiamo spiegato bene le Fake News e come vengono generate/diffuse. Qui cambiamo lente d’ analisi cercando di esplicitare il trade-off fra essere liberi di esprimere un concetto e il pericolo di generare disinformazione/cattiva informazione.

Con la nascita dei Social Media come spazio di conversazione, negli anni Duemila il cavallo di battaglia era che si potesse dire quello che si volesse in questa “piazza virtuale”, come in un sogno liberale. Nell’ultimo periodo il trend invece è stato quello di “limitare” i contenuti dannosi/inaccettabili, spinto soprattutto da un conclamato “peggioramento della società” percepito dall’opinione pubblica.

17 milioni di account fittizi rimossi al giorno sono solo un esempio dell’attività di pulizia che sta facendo Facebook recentemente; questo è dovuto ai vari scandali passati e alla percezione del pubblico di cui parliamo sopra e sicuramente influisce sui costi di gestione.

Ma tutta questa attività di “pulizia” come si coniuga con la libertà di esprimersi e distribuire i propri contenuti? Perché queste grandi società devono avere il diritto di decidere cosa passa e cosa no in quanto a informazione, visto che sempre più’ persone si informano su piattaforme di questo tipo e che anche da loro dipendono gli esiti di eventi importanti come ad esempio le elezioni?

Ci sono varie soluzioni, a medio/lungo e a più breve termine; il poter passare da una piattaforma a un’altra senza “barriere” e in un mercato più competitivo (meno concentrato) potrebbe essere una nel lungo periodo, dove l’utente finale paga una tariffa mensile e decide come gestire i propri dati e a chi darli e a quale prezzo. In questo caso il business model cambierebbe totalmente da quello attuale.

Nel breve termine ci dovrebbe essere più trasparenza da parte delle compagnie social, con dei gruppi di terze parti (Boards) che possano avere accesso a come gli algoritmi vengono costruiti, a come vengono usati i dati dell’utenza e in che modo i contenuti vengono moderati (in base a che regole/principi). Questo processo su Facebook è già iniziato (parzialmente) con l’ Oversight Board.

Come chicca spieghiamo anche il concetto di “Perception Hacking” al minuto 7’13’’ (tratto dalla newsletter di Carola Frediani “Guerre di Rete”’) che può portare a una diminuzione del turn-out a determinate elezioni dovuto a percepiti “brogli” o comunque al non corretto funzionamento della macchina elettorale.

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Risorse e Links:

“Ho una vita fuori da Facebook, ma non ricordo la password”

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